
Le pavimentazioni esterne sopraelevate sono una delle soluzioni più efficaci per terrazze, coperture piane, balconi, bordi piscina, camminamenti su coperture e spazi urbani. Si tratta di un vero sistema costruttivo che permette di coniugare funzionalità, protezione dell’impermeabilizzazione e facilità di manutenzione. Al cuore di questo sistema ci sono i supporti fissi e regolabili, elementi tecnici che permettono di sostenere lastre in ceramica, pietra o decking creando un’intercapedine continua, drenante e ispezionabile.
Capire come funzionano, come si scelgono e in che modo si inseriscono sia nelle nuove realizzazioni sia nelle ristrutturazioni è fondamentale per progettisti, imprese e posatori che vogliono ottenere pavimentazioni performanti e durature.
Un supporto per pavimentazioni sopraelevate è un elemento puntuale che sostiene la finitura, trasferendo il carico al sottofondo senza richiedere l’incollaggio o la posa tradizionale su massetto. L’insieme dei supporti crea una struttura modulare, regolabile in altezza, che genera un’intercapedine tra la finitura e la superficie sottostante.
Questa intercapedine svolge diverse funzioni: permette il deflusso rapido dell’acqua meteorica verso i punti di scarico, tutela la membrana impermeabile da shock termici e urti meccanici, consente il passaggio di impianti (cavi, tubazioni, canalizzazioni) e, soprattutto, rende ispezionabile l’impermeabilizzazione. In caso di infiltrazioni o manutenzioni, infatti, non è necessario demolire la pavimentazione: è sufficiente sollevare le lastre interessate.
Dal punto di vista progettuale, i supporti regolabili consentono di correggere pendenze esistenti, recuperare dislivelli, rialzare quote senza intervenire pesantemente sulla struttura e creare piani finiti perfettamente planari, pur partendo da sottofondi irregolari o inclinati. È questa flessibilità che li rende strategici sia nel nuovo che nel recupero.
Nel nuovo, le pavimentazioni sopraelevate vengono sempre più spesso valutate in fase di progettazione. Il progettista può definire in anticipo quote, pendenze, tipo di lastre e schema di posa dei supporti, sfruttando appieno la libertà compositiva offerta dal sistema.
Nelle ristrutturazioni, invece, l’obiettivo principale è spesso quello di intervenire su pavimentazioni ammalorate o non più performanti, riducendo gli spessori aggiuntivi e senza sovraccaricare eccessivamente la soletta esistente. Qui i supporti – soprattutto quelli a bassa altezza – si rivelano determinanti: permettono di sovrapporre una nuova pavimentazione sopraelevata a quella esistente (oppure alla nuova impermeabilizzazione) contenendo al minimo le quote e, al tempo stesso, migliorando drasticamente drenaggio e accessibilità.
Su terrazze con soglie ridotte, ad esempio, è spesso impossibile rifare un massetto tradizionale ed aggiungere una nuova pavimentazione. L’uso di supporti fissi o regolabili “mini” consente di rialzare le lastre quel tanto che basta per garantire aerazione e deflusso, senza compromettere l’accesso alle porte-finestre. Questo approccio, oltre a essere più leggero sulla struttura, riduce tempi di cantiere e genera meno macerie rispetto a una demolizione completa.
La scelta del supporto non è mai astratta: parte sempre dal contesto concreto in cui verrà utilizzato.
Il primo parametro è l’altezza disponibile. Alcune situazioni richiedono semplicemente di “staccare” la finitura dalla sottostruttura di pochi millimetri, per garantire aerazione e fuga dell’acqua, altre invece richiedono di superare dislivelli anche di decine di centimetri. Per questo i sistemi professionali coprono range di altezza molto ampi: da pochi millimetri fino a oltre un metro, grazie a prolunghe e moduli estensibili. È essenziale scegliere la famiglia di supporti più adatta al range richiesto, evitando soluzioni “forzate” che lavorano al limite delle regolazioni.
Il secondo criterio riguarda il tipo di pavimentazione. Le esigenze cambiano se si lavora con piastre in ceramica a spessore 20 mm, con pavimenti in legno o composito (decking) o con sistemi a binari (Rail System). La geometria della testa del supporto, la presenza di alette distanziatrici, la compatibilità con traversi o profili cambiano in funzione della finitura. Un sistema ben progettato deve offrire varianti pensate per tile, decking e rail, senza forzare adattamenti in cantiere.
Il terzo elemento è la condizione del sottofondo. Una superficie regolare e planare consente l’uso di supporti a testa fissa; una copertura con pendenze accentuate o con dislivelli locali richiede teste autolivellanti o correttori di pendenza. Non va dimenticato, infine, l’ambiente di esercizio: in contesti ad alto rischio incendio o in spazi pubblici può essere opportuno (o richiesto dalla normativa) ricorrere a supporti con caratteristiche specifiche, come versioni autoestinguenti o in acciaio.
La posa di una pavimentazione sopraelevata di qualità inizia molto prima dell’arrivo in cantiere. Gli strumenti di progettazione digitale – come le web app di calcolo messe a disposizione dai produttori – permettono di caricare la planimetria, definire le aree da pavimentare, inserire dislivelli, pendenze, formati delle lastre e, in modo automatico, ottenere il numero e il tipo di supporti necessari. Ciò riduce sprechi, errori di stima e imprevisti in fase di lavori. Impertek, ad esempio, mette a disposizione la web-app MegaPro4.0, proprio per questo scopo.
In cantiere, una volta verificata l’integrità della membrana e dei sottofondi, si procede alla definizione del layout dei supporti, alla posa delle basi e alla regolazione in quota. La presenza di regolazione dall’alto con chiavi dedicate e di sistemi “all-in-one” che integrano in un solo corpo base, regolazione, testa e accessori di compensazione semplifica enormemente il lavoro del posatore, riducendo tempi e possibilità di errore. La pavimentazione viene posata “a secco”, con fughe controllate dalle alette distanziatrici, e può essere immediatamente utilizzata una volta completata la posa.
Un caso specifico, molto frequente in ristrutturazione, riguarda le situazioni in cui l’altezza disponibile è minima. Qui entrano in gioco i supporti fissi a basso spessore, che non sono regolabili in altezza ma garantiscono comunque aerazione, protezione della membrana e una ripartizione corretta dei carichi.
Questi supporti si posano direttamente sulla superficie impermeabilizzata o sulla pavimentazione esistente, creano uno spazio continuo di drenaggio per l’acqua e consentono di rendere praticabile la copertura senza gravare eccessivamente sulla soletta. La possibilità di frazionare alcuni modelli in due o quattro parti li rende particolarmente efficaci vicino a pareti, angoli e punti difficili, dove un supporto tradizionale non riuscirebbe ad appoggiare correttamente.
All’interno di questo scenario tecnico, Impertek ha sviluppato una gamma estremamente articolata di supporti e accessori per pavimentazioni sopraelevate da esterno, raccolta nella Pedestal Line. È il fiore all’occhiello dell’azienda, frutto di anni di esperienza nei cantieri e di un lavoro continuo di affinamento per rispondere alle esigenze reali di progettisti e posatori.
La Pedestal Line comprende sia supporti fissi sia supporti regolabili. I supporti fissi – come le linee Elastic e altri modelli a basso spessore – sono pensati per pavimentazioni con soglie ridotte e per interventi di ristrutturazione in cui ogni millimetro conta. Offrono aerazione, protezione del manto impermeabile e facilità di ispezione, distribuendo il carico in modo uniforme e adattandosi anche a piani leggermente irregolari.
Sul fronte dei supporti regolabili, Impertek propone una gamma che copre altezze da circa 10 mm fino a oltre 1.000 mm, con famiglie studiate per casi applicativi specifici: dai supporti mini a bassa altezza (come PrimeUp, MiniPro, MiniMart e altri modelli compatti) fino ai sistemi per grandi altezze come MegaMart S, passando per soluzioni versatili come BalancePro, Lunar Support, Balance, AntiShock e varianti speciali come i supporti in acciaio SteelMart o le versioni autoestinguenti per contesti progettuali con requisiti di resistenza al fuoco.
La logica di gamma è chiara: offrire il supporto giusto per ogni combinazione di altezza, tipo di finitura (tile system, decking system, RailSystem), condizioni del sottofondo e prestazioni richieste. Il progettista può scegliere, ad esempio, un supporto autolivellante per coperture con forti pendenze, un supporto con funzione AntiShock per migliorare il comfort acustico, o un sistema specifico per installazioni su erba, ghiaia o sabbia (come DSG o DeckoLight), quando la pavimentazione sopraelevata poggia direttamente su terreno naturale.

Ciò che distingue le soluzioni Impertek non è solo l’ampiezza della gamma, ma la coerenza del sistema. La Pedestal Line dialoga infatti con le altre linee di prodotto dell’azienda: i supporti per pavimentazioni si integrano con gli accessori per l’impermeabilizzazione di coperture, terrazze e fondazioni della Building Line, e con gli strumenti di progettazione digitale come MegaPro4.0, che automatizza il calcolo dei supporti necessari in funzione della planimetria e delle specifiche dell’intervento.
Per chi progetta o realizza nuove pavimentazioni sopraelevate, questo significa poter impostare fin da subito la pavimentazione come un sistema unico: membrana impermeabile, accessori di scarico, supporti regolabili, lastre di finitura. Per chi si occupa di ristrutturazioni, significa avere a disposizione soluzioni specifiche per soglie ridotte, dislivelli importanti, sottofondi irregolari o superfici su terreno naturale, riducendo demolizioni, tempi di cantiere e rischi di errore.
In entrambi i casi, l’obiettivo è lo stesso: ottenere pavimentazioni esterne sopraelevate stabili, planari, performanti dal punto di vista del drenaggio e, soprattutto, facili da ispezionare e mantenere nel tempo. I supporti regolabili Impertek – inseriti in una logica di sistema con prodotti e tecnologie pensati per l’impermeabilizzazione – rappresentano una risposta tecnica completa, adatta tanto al singolo terrazzo privato quanto ai grandi spazi pubblici o alle coperture di edifici complessi.