Una pavimentazione sopraelevata da esterno è un sistema di posa che utilizza supporti - fissi o regolabili in altezza - per sollevare il piano di camminamento dalla superficie di posa sottostante. Le finiture (ceramica, pietra, legno, composito) appoggiano sui supporti senza essere incollate né ancorate, creando uno spazio tecnico tra la finitura ed il suolo sottostante. Questo spazio consente il deflusso naturale dell'acqua, il passaggio di impianti e l'accesso facilitato alla superficie di posa per ispezioni e manutenzione.
Una pavimentazione sopraelevata offre vantaggi concreti che la posa tradizionale su massetto non può garantire. Protegge la superficie sottostante riducendo il rischio di eventuali danni all'impermeabilizzazione causati da shock termici e sollecitazioni meccaniche dirette. Permette una regolazione millimetrica del piano di camminamento, gestendo la pendenza del sottofondo e garantendo una planarità perfetta. Le fughe tra le lastre consentono il deflusso rapido e naturale dell'acqua, eliminando i ristagni. Lo spazio nell'intercapedine permette il passaggio di impianti al di sotto della pavimentazione, mantenendoli sempre accessibili. Il sistema è completamente ispezionabile: sollevare le lastre consente di verificare e intervenire sulla superficie sottostante senza demolire nulla. Infine, alleggerisce la struttura rispetto ai sistemi tradizionali con massetto, è compatibile con qualsiasi finitura (con spessore minimo 2 cm) in ceramica, pietra o decking ed è realizzato con plastiche industriali riciclate e nuovamente riciclabili.
I sistemi sopraelevati sono compatibili con qualsiasi finitura autoportante: ceramica e gres porcellanato in qualsiasi formato, pietra naturale e marmo, doghe in legno naturale, composito e WPC, e pavimentazioni in calcestruzzo prefabbricato. La condizione fondamentale è che la finitura sia strutturalmente autonoma - cioè in grado di reggere i carichi senza un supporto continuo sotto tutta la superficie. La scelta del tipo di supporto e del sistema di posa dipende dal materiale scelto, dal suo formato e dal suo peso.
I sistemi sopraelevati sono compatibili con la grande maggioranza delle superfici edilizie: massetti cementizi, guaine impermeabilizzanti nuove o esistenti, vecchie pavimentazioni in buone condizioni strutturali, ghiaia stabilizzata. Con tipologie di supporto specifiche è possibile installare il sistema anche su terreno naturale, erba e sabbia. La condizione essenziale è che la superficie di posa sia stabile e non cedevole sotto carico. Su superfici lievemente irregolari i supporti regolabili compensano i dislivelli senza bisogno di interventi sul sottofondo.
I supporti fissi hanno un'altezza predeterminata e si usano quando il piano di posa è già perfettamente piano e orizzontale e si desidera la sopraelevazione minima possibile. I supporti regolabili permettono di variare l'altezza e sono necessari quando il piano di posa presenta pendenze, dislivelli o irregolarità da correggere. Vi sono due tipologie di regolazione: dall’alto o laterale.
Regolazione dall’alto: La regolazione dall’alto, tramite apposita chiave, facilita la posa di piastrelle in ceramica o grès, riducendo i tempi di regolazione del supporto. Permette inoltre di settare perfettamente la planarità della pavimentazione, anche a lavori ultimati.
Regolazione laterale: La regolazione laterale consente di regolare l'altezza del supporto anche quando non è possibile l’utilizzo di una chiave di regolazione. Senza bisogno di accessori extra (es. blocchi), è possibile regolare millimetricamente la posa del supporto. La regolazione laterale è raccomandata in caso di posa di pavimentazioni in decking che prevedono l’utilizzo di magatelli o quando il supporto è situato al centro della piastrella.
Con una pavimentazione sopraelevata l'acqua defluisce naturalmente attraverso i giunti tra le lastre e scorre sotto il piano di camminamento verso i punti di scarico, senza bisogno di una pendenza marcata del pavimento finito. La condizione necessaria è che il piano di posa sottostante abbia una pendenza minima verso gli scarichi e che questi siano mantenuti sgombri da foglie e detriti. I supporti regolabili compensano i dislivelli del sottofondo mantenendo il piano di camminamento perfettamente orizzontale, eliminando le zone di accumulo dove l'acqua tende a fermarsi.
L'intercapedine è lo spazio vuoto che si crea tra il piano di camminamento finito e la superficie di posa sottostante, grazie all'altezza dei supporti. Non è uno spazio inutilizzato: serve a far defluire l'acqua piovana verso gli scarichi, a consentire il passaggio di impianti tecnici come tubi di irrigazione o cavi per illuminazione, a permettere l'ispezione e la manutenzione della superficie sottostante senza demolire nulla e a creare un cuscinetto d'aria che contribuisce all'isolamento termico e acustico del piano di camminamento.
Sì, è uno dei principali vantaggi del sistema sopraelevato. Se il vecchio pavimento è in buone condizioni strutturali - stabile, ben ancorato, privo di distacchi o rigonfiamenti - i supporti possono appoggiarsi direttamente su di esso senza necessità di demolizione. Questo riduce significativamente tempi, costi e produzione di macerie rispetto a un intervento tradizionale. L'unica verifica preliminare necessaria è che l'altezza aggiuntiva del nuovo sistema non crei un dislivello problematico con le soglie delle porte finestre o con le superfici adiacenti.
Il calcolo dipende dal formato delle lastre di finitura, dallo schema di posa scelto e dall'eventuale presenza di dislivelli, ma cambia anche in base alla tipologia di pavimentazione.
Per il tile (lastre/piastrelle), il numero di supporti si calcola in base al formato della piastrella: ogni angolo richiede generalmente un supporto, con alcuni condivisi tra lastre adiacenti, e per i grandi formati possono servire supporti centrali aggiuntivi per evitare flessioni. Si consiglia di non superare un interasse di 60 cm tra i supporti (che si riduce a 30 cm in caso di utilizzo di Sistema Gravity con erba sintetica).
Per il Decking (legno naturale o WPC), il calcolo si basa invece sull'interasse tra i magatelli e sull'interasse tra i supporti. Per ottenere una stima precisa è possibile utilizzare software di progettazione dedicati che, inserendo le dimensioni dell'area, il formato delle lastre o la tipologia di decking, calcolano automaticamente numero e tipo di supporti necessari, ottimizzando anche bordi, angoli e zone di raccordo.
La manutenzione è minima, ma necessaria. La pulizia ordinaria delle lastre segue le stesse modalità di qualsiasi pavimentazione esterna. Più importante è la manutenzione dell'intercapedine: foglie, terriccio e detriti accumulati sotto le lastre possono ostruire il drenaggio. Una pulizia periodica è dunque consigliata. È buona pratica sollevare alcune lastre a campione ogni anno per verificare lo stato della superficie sottostante e dei supporti, individuando eventuali anomalie prima che diventino problemi.
Pavimentazioni sopraelevate
La scelta dipende dall'uso previsto della terrazza, dal contesto estetico e dalla disponibilità a dedicare tempo alla manutenzione. La ceramica e il gres porcellanato sono praticamente inalterabili: non assorbono acqua, non si deteriorano con il sole, non richiedono trattamenti periodici e mantengono l'aspetto originale per decenni con la sola pulizia ordinaria. Sono la scelta più razionale per terrazze molto esposte, spazi pubblici o contesti in cui la manutenzione deve essere ridotta al minimo. Il legno naturale e il composito offrono un'atmosfera più calda, piacevole al tatto anche scalzi. Il legno vivo richiede però trattamenti periodici, mentre il composito WPC è molto più stabile e resistente all'umidità, mantenendo un aspetto simile al legno di origine naturale. In sintesi: ceramica per durabilità con minore manutenzione; legno o composito per estetica naturale con gestione più attenta nel tempo.
I sistemi sopraelevati sono compatibili con qualsiasi formato di lastra, dai formati piccoli alle grandi lastre. Per lastre di grande formato è necessario utilizzare supporti con distanza adeguata tra gli appoggi per evitare flessioni, e in alcuni casi traverse o profili di distribuzione del carico. Il sistema si adatta anche a schemi di posa non ortogonali - come la posa a correre, per esempio - semplicemente adattando il posizionamento dei supporti allo schema scelto. La compatibilità con grandi formati è uno dei punti di forza del sistema sopraelevato rispetto alla posa incollata, dove le grandi lastre richiedono un sottofondo particolarmente preciso.
Sì. I supporti sopraelevati per il decking sono dotati di teste specifiche (teste Decking o teste Rail) su cui si agganciano direttamente le travi in legno o i magatelli in alluminio, distribuendo il carico su una superficie maggiore rispetto al singolo punto di appoggio. Le doghe in decking vengono poi fissate su queste travi o magatelli tramite viti e clip apposite, senza appoggiare o fissarsi direttamente sulla testa del supporto. A differenza delle piastrelle, che poggiano liberamente sulla testa del supporto, le doghe vengono agganciate meccanicamente per evitare sollevamenti dovuti al vento. L'interasse tra i supporti e tra le travi/magatelli deve essere calibrato in base al carico previsto e al formato delle doghe, per evitare flessioni della struttura.
RailSystem è un sistema completo per la realizzazione di sottostrutture per pavimentazioni sopraelevate con finitura in decking, pietra e ceramica. Il sistema include i profili EasyRail 60x20 mm, MiniRail 40x20 mm e T-Rail 60x20 mm. Tra gli elementi distintivi del sistema spicca T-Rail - un magatello in alluminio con doppia funzionalità. T-Rail è stato infatti progettato per la posa di lastre in ceramica e pietra di vari formati grazie alla speciale crocetta che crea fughe precise e uniformi, ma è anche perfetto per ospitare doghe in legno e materiale composito. La sua struttura è caratterizzata da una fessura che consente il deflusso rapido dell'acqua piovana e da corsie per l'inserimento di una guarnizione in TPE che garantisce l'assorbimento dei rumori da calpestio. È la soluzione ideale quando si vogliono combinare finiture diverse - ceramica e decking - in una stessa pavimentazione.
GravitySystem è un sistema sopraelevato basato su una griglia modulare - GravityGrid - che si posiziona direttamente sui supporti e su cui appoggiano le finiture. Rispetto alla posa sopraelevata tradizionale con i soli piedini, la griglia distribuisce il carico su una superficie maggiore, rendendo la pavimentazione sicura anche in caso di rottura di una lastra, evitando cedimenti localizzati, ed è dotato di sistema antivento. È inoltre sempre ispezionabile e regolabile in altezza anche a posa completata.
DeckoLight è un supporto avvitabile progettato specificamente per installazioni su terreno naturale e sabbia, dove i supporti tradizionali in appoggio non garantirebbero la stabilità necessaria. Si avvita direttamente nel terreno, ancorando il sistema anche in assenza di una base rigida. È particolarmente adatto per camminamenti, dehors, aree verdi e qualsiasi contesto outdoor dove non è disponibile una superficie di posa convenzionale.
Sì. I supporti in materiale plastico tecnico mantengono le proprie caratteristiche meccaniche sia in condizioni di caldo intenso che di freddo rigido, risultando idonei all'uso in climi molto diversi - dalle zone alpine soggette a gelate prolungate alle aree mediterranee con forte irraggiamento solare. Per installazioni in ambienti chimicamente aggressivi, come zone costiere con salsedine intensa o contesti industriali, è sempre consigliabile verificare le specifiche del prodotto.
L'AntiShock è un supporto dotato di un elemento ammortizzante integrato che riduce la trasmissione delle vibrazioni e degli impatti tra le lastre e la struttura sottostante. È particolarmente utile in contesti dove il rumore da calpestio è un problema - terrazze sopra ambienti abitati, spazi commerciali con alto traffico, rooftop su edifici sensibili al rumore. L'elemento ammortizzante assorbe parte dell'energia dell'impatto, riducendo la propagazione del suono per via strutturale verso i piani inferiori.
Sì. BalancePro V0 è la versione autoestinguente del supporto BalancePro, certificata in classe V0 di resistenza alla fiamma. Per i contesti che richiedono il massimo livello di protezione antincendio, SteelMart è il primo supporto al mondo in Classe A1 FL - la classe più alta di reazione al fuoco per materiali da pavimentazione - realizzato in acciaio zincato non combustibile. Queste soluzioni sono indicate per edifici pubblici, strutture ricettive, spazi commerciali e opere infrastrutturali soggette a requisiti stringenti di prevenzione incendi.
Border Shield è un accessorio perimetrale che garantisce sicurezza e stabilità ai bordi della pavimentazione sopraelevata. Grazie al suo sistema di incastro a coda di rondine permette una posa rapida e ispezionabile senza fissaggi meccanici invasivi. Impedisce lo scivolamento laterale delle lastre perimetrali, protegge il bordo dell'intercapedine e contribuisce alla sicurezza complessiva del piano di camminamento - in particolare in presenza di dislivelli significativi o nei contesti dove il bordo è esposto e visibile, come i bordi piscina.
EdgePlate è l’accessorio Impertek progettato per semplificare e perfezionare l’incollaggio delle piastrelle lungo il perimetro delle alzate e dei gradini nelle pavimentazioni sopraelevate da esterno, offrendo una battuta verticale stabile, precisa e sicura.
Il sistema è composto da due piastre, una da posizionare alla base del supporto, una sulla testa, dotate di fori superiori e pettini laterali che guidano la colla in modo preciso, assicurando un incollaggio sicuro e duraturo. In presenza di altezze ridotte, EdgePlate può essere utilizzato con la sola piastra superiore per evitare interferenze tra i componenti.
Gli errori più frequenti sono: posizionare i supporti troppo distanti dai bordi delle lastre causandone la rottura sotto carico, non verificare la planarità durante la posa su grandi superfici, utilizzare supporti non idonei al peso del rivestimento e non proteggere la superficie di posa durante i lavori. Un errore diffuso e sottovalutato è non considerare l'effetto del vento su terrazze esposte: senza il peso sufficiente delle lastre o senza sistemi di ancoraggio adeguati, il vento può sollevarle - soprattutto nelle zone perimetrali.
Il movimento delle lastre indica che uno o più supporti sono mal regolati, ceduti o posizionati in modo non corretto rispetto alla lastra. Le cause più frequenti sono: supporto fuori quota rispetto agli altri, lastra poggiata su tre punti invece di quattro con effetto dondolo, piedino posizionato troppo distante dal bordo o deformato per carico eccessivo. La soluzione è individuare il supporto problematico sollevando la lastra e procedere con la regolazione o la sostituzione del supporto interessato.
La pulizia ordinaria delle lastre segue le stesse modalità di qualsiasi pavimentazione esterna: acqua e detergenti neutri sono sufficienti per la ceramica e il composito, mentre il legno naturale richiede prodotti specifici per esterni. Oltre alla pulizia della finitura, è importante la manutenzione dell'intercapedine: foglie, terriccio e detriti accumulati sotto le lastre ostruiscono il drenaggio e creano ristagni. Una pulizia periodica sollevando le lastre nei punti più esposti all'accumulo è raccomandata. È buona pratica infatti sollevare alcune lastre a campione ogni anno per verificare lo stato della superficie sottostante e dei supporti.
Sì, a condizione di selezionare supporti adeguati ai carichi previsti e finiture con adeguata resistenza all'abrasione. Piazze, rooftop commerciali, terrazze di hotel, aree museali e campus universitari sono contesti in cui i sistemi sopraelevati sono ampiamente utilizzati. Il vantaggio principale rispetto alla posa incollata in questi contesti è la possibilità di sostituire singole lastre danneggiate senza chiudere l'area e senza demolizioni, riducendo al minimo l'interruzione delle attività e i costi di manutenzione nel tempo.
Sì, con le dovute attenzioni. Il contesto piscina richiede finiture con buona resistenza chimica ai prodotti usati per il trattamento dell'acqua e superfici che garantiscano sicurezza anche da bagnate. Il sistema sopraelevato è particolarmente adatto al bordo piscina perché gestisce ottimamente il deflusso dell'acqua in eccesso attraverso i giunti tra le lastre e permette l'accesso agli impianti idraulici sottostanti senza demolire nulla.
Sì, ma richiede una verifica strutturale preliminare per accertarsi che il solaio di copertura supporti il carico aggiuntivo del sistema. Il sistema sopraelevato a secco è la soluzione preferibile in questo contesto perché aggiunge il minor carico possibile rispetto a un massetto pieno e non perfora né danneggia la guaina impermeabilizzante esistente. Dal punto di vista condominiale occorre verificare il regolamento e ottenere le eventuali autorizzazioni necessarie prima di procedere.
Skipper è il sistema antivento brevettato da Impertek, progettato per ancorare le lastre tra loro creando una rete, impedendone il sollevamento causato da raffiche di vento intense. È necessario in terrazze molto esposte al vento - terrazze in quota, aree costiere, rooftop su edifici alti - dove il peso delle lastre da solo non è sufficiente a garantire la stabilità del piano di camminamento. Skipper e il suo accessorio Locker sono realizzati in acciaio inox zincato, sono in Classe A1 FL e possono essere installati anche su pavimentazioni già esistenti. La rimozione avviene rapidamente con un solo cacciavite o un alza piastrelle.
Scegliere il sistema sopraelevato in una ristrutturazione conviene quando il sottofondo esistente è ancora stabile e strutturalmente integro, quando si vuole evitare la produzione di macerie e i costi di smaltimento, quando i tempi di intervento devono essere contenuti e quando l'edificio è abitato o in uso durante i lavori. La demolizione completa ha senso principalmente quando la superficie di posa presenta cedimenti strutturali profondi che richiedono un intervento radicale. In tutti gli altri casi il sistema sopraelevato è la scelta più efficiente - economicamente, temporalmente e ambientalmente.
Dipende dallo stato della guaina esistente. Se è integra, ben ancorata e priva di difetti localizzati, il sistema sopraelevato può appoggiarsi direttamente su di essa senza necessità di interventi preliminari - anzi, sollevando il piano di camminamento la protegge ulteriormente dagli agenti atmosferici e dalle sollecitazioni meccaniche del calpestio, prolungandone la vita utile residua. Se la guaina presenta danni localizzati è opportuno effettuare le riparazioni necessarie prima della posa. Se è invecchiata in modo diffuso e generalizzato, la sostituzione completa prima della posa sopraelevata è la scelta più corretta.
Il dislivello con la soglia è uno dei vincoli più frequenti nelle ristrutturazioni di terrazze esistenti e va valutato prima di scegliere il sistema. I supporti a bassa altezza - pensati proprio per le ristrutturazioni con spazio disponibile ridotto - permettono di sopraelevare il piano di camminamento di pochissimi millimetri, quanto basta per garantire aerazione e drenaggio senza creare un dislivello problematico con la soglia. Quando invece la soglia è già alta rispetto al piano di posa, i supporti regolabili permettono di raggiungere esattamente la quota desiderata con precisione millimetrica.
Sì, ed è uno dei vantaggi più concreti del sistema sopraelevato in contesto condominiale. Non essendoci demolizioni, non si producono polvere, rumore da martello demolitore o materiale da smaltire. I lavori di posa sono rapidi, puliti e circoscritti alla terrazza stessa. In molti casi è possibile mantenere l'accesso alla terrazza anche durante i lavori, procedendo per settori. Questo rende il sistema sopraelevato la soluzione preferibile ogni volta che la ristrutturazione deve avvenire con il minimo impatto sulla vita degli altri condomini.
I segnali che indicano che una terrazza è pronta per la posa sopraelevata diretta sono: assenza di infiltrazioni attive all'interno dell'edificio, superficie di posa stabile e priva di cedimenti, guaina integra o con danni localizzati e riparabili, scarichi funzionanti e sgombri. I segnali che invece suggeriscono di intervenire prima sono: infiltrazioni diffuse o ricorrenti, rigonfiamenti o bolle sulla superficie della guaina, pavimentazione esistente con distacchi o instabilità. Una valutazione visiva della terrazza da parte di un tecnico esperto è sufficiente nella maggior parte dei casi per determinare se si può procedere direttamente con la posa.
Uno dei vantaggi meno citati del sistema sopraelevato in ristrutturazione è la quantità minima di materiale da smaltire. Se si posa il nuovo sistema sopra la pavimentazione esistente senza demolirla, non si produce praticamente nulla da portare in discarica. Se invece si rimuove la vecchia pavimentazione sopraelevata per accedere alla guaina, le lastre integre possono essere recuperate e riutilizzate - cosa impossibile in una demolizione con posa tradizionale dove la ceramica incollata si rompe inevitabilmente durante la rimozione. I supporti sopraelevati in polipropilene sono riciclabili come plastica rigida.
Per chi occupa l'edificio durante i lavori la differenza rispetto a una ristrutturazione tradizionale è sostanziale. Non ci sono giorni di demolizione, non c'è polvere che si infiltra negli ambienti interni, non ci sono odori di primer o di prodotti per la posa. La posa sopraelevata è silenziosa, pulita e rapida - in molti casi una terrazza residenziale di medie dimensioni si completa in uno o due giorni di lavoro effettivo. La terrazza torna utilizzabile immediatamente dopo la posa, senza tempi di asciugatura o maturazione dei materiali.
Impermeabilizzazione
Perché l'acqua che penetra nella stratigrafia di copertura non scende verticalmente ma percorre la struttura orizzontalmente, seguendo le pendenze interne e i piani di discontinuità tra i materiali, prima di gocciolare verso il basso. Questo significa che la macchia di umidità sul soffitto può trovarsi a diversi metri dal punto reale di ingresso. Per questa ragione la diagnosi di un'infiltrazione richiede sempre un'ispezione accurata di tutti i punti critici della copertura - scarichi, perimetrali, giunti strutturali - e non solo dell'area soprastante la macchia visibile.
Le infiltrazioni si concentrano più frequentemente nei punti singolari - le zone di discontinuità della membrana impermeabilizzante - piuttosto che sulla superficie piana. I punti più vulnerabili sono: i bocchettoni di scarico, dove la giunzione tra membrana e corpo dello scarico tende a deteriorarsi nel tempo; i risvolti perimetrali, dove la membrana deve raccordarsi con le pareti verticali; i giunti strutturali dell'edificio, che richiedono elementi di tenuta specifici; e i punti di passaggio di elementi impiantistici attraverso la copertura. Una corretta impermeabilizzazione di questi punti richiede accessori specifici - bocchette, aeratori, raccordi, collarini - progettati per garantire la tenuta anche nelle condizioni più critiche.
Una bocchetta di scarico per impermeabilizzazione è un elemento prefabbricato che svolge la funzione di raccordare i manti di copertura con gli scarichi pluviali, uno dei punti più critici di tutta la copertura perché è dove la membrana deve raccordarsi con un elemento passante. Esistono bocchette specifiche per membrane bituminose e per manti sintetici, con tipologie di flangia e materiali diversi per garantire la compatibilità con la membrana utilizzata dal posatore. Scegliere una bocchetta non compatibile con il tipo di membrana in opera è una delle cause più comuni di infiltrazioni puntuali su coperture nuove o appena ristrutturate.
Un aeratore è un elemento che si installa sulla membrana impermeabilizzante per consentire la fuoriuscita del vapore acqueo che si forma tra la soletta e il manto impermeabile di copertura. È necessario quando la membrana viene posata su una copertura che non ha una barriera al vapore sufficiente o su un sottofondo umido: senza sfogo, il vapore si accumula e crea pressioni che nel tempo causano il distacco o il rigonfiamento della membrana. Gli aeratori di copertura esistono in versioni compatibili con membrane bituminose e con manti sintetici, con materiali e sistemi di ancoraggio specifici per ogni tipo di membrana.
La qualità delle saldature è il fattore tecnico più critico nella posa di manti sintetici: una saldatura incompleta o non uniforme è una via di ingresso per l'acqua invisibile a occhio nudo e difficile da individuare con un'ispezione visiva. Il modo più efficace per verificarla in modo oggettivo e documentabile è il rilevamento strumentale elettronico: strumenti come eRex ed eRaptor 2.0 Pro generano un campo elettrico sulla superficie della membrana e identificano con precisione i punti di discontinuità o difetto, senza dover bagnare la superficie o attendere eventi meteorologici. Rispetto ai metodi tradizionali, il rilevamento elettronico è più rapido, più preciso e produce risultati documentabili utili per il collaudo dell'opera.
Individuare con precisione il punto di ingresso di un'infiltrazione d'acqua in un tetto piano è spesso più complesso di quanto sembri. Nelle coperture piane, infatti, l'acqua può spostarsi orizzontalmente sotto il manto impermeabilizzante prima di manifestarsi all'interno dell'edificio. Per questo motivo, la macchia visibile raramente coincide con la posizione reale della perdita. I metodi tradizionali per la ricerca delle infiltrazioni, come il semplice bagnamento della superficie e l'osservazione delle infiltrazioni nel tempo, sono spesso lenti, poco precisi e fortemente influenzati dalle condizioni meteorologiche.
Per una localizzazione rapida e accurata delle perdite nelle coperture piane, oggi si ricorre a strumenti elettronici in grado di individuare difetti, forature e discontinuità della guaina impermeabilizzante. Questi dispositivi funzionano generando un campo elettrico sulla superficie della copertura. In presenza di una discontinuità nel manto impermeabilizzante, il campo subisce una variazione rilevabile dallo strumento, consentendo di identificare con precisione il punto esatto dell'infiltrazione e di intervenire in modo mirato.
Tra le soluzioni disponibili, eRex rappresenta una scelta ideale per ispezioni e verifiche su superfici di dimensioni contenute, grazie alla sua praticità e facilità d'utilizzo. Per coperture più estese e applicazioni professionali, eRaptor 2.0 Pro offre prestazioni avanzate, connettività dedicata e gestione delle attività tramite app, garantendo un processo di ricerca delle infiltrazioni rapido, preciso e completamente documentabile. L'utilizzo di queste tecnologie consente di ridurre tempi e costi di diagnosi, limitare gli interventi invasivi e migliorare l'efficacia della manutenzione delle impermeabilizzazioni su tetti e coperture piane.
Un rilevatore di perdite è uno strumento elettronico che individua le zone di discontinuità e i difetti in un manto impermeabilizzante già posato, senza dover bagnare la superficie o attendere eventi meteorologici. Funziona generando un campo elettrico sulla superficie della copertura: nei punti di difetto o discontinuità della membrana il campo varia in modo rilevabile dallo strumento, che segnala con precisione la posizione del problema. È uno strumento fondamentale per il collaudo di nuove impermeabilizzazioni prima di posare gli strati di protezione e finitura, per la diagnosi di infiltrazioni su coperture esistenti, e per verificare l'efficacia di riparazioni puntuali dopo l'intervento.
Il waterstop con flangia piatta è progettato per giunti statici - strutture che non subiscono movimenti differenziali significativi dopo la messa in opera. Il waterstop con bulbo centrale ha invece un elemento deformabile nella zona mediana del profilo che assorbe i movimenti relativi tra i due getti contigui senza perdere la tenuta. È la soluzione indicata per giunti di dilatazione, giunti tra strutture con carichi differenti e qualsiasi situazione in cui si preveda un movimento relativo tra le due parti della struttura nel tempo.
Ogni elemento che attraversa la membrana - un tubo, un palo, un supporto impiantistico - è un punto di discontinuità potenzialmente critico. La soluzione corretta prevede l'uso di collarini o raccordi prefabbricati specifici per il tipo di membrana e il tipo di elemento passante, saldati o incollati alla membrana per creare una tenuta continua. Un raccordo eseguito in modo approssimativo - con semplice sigillante o mastice - si deteriora nel tempo e diventa una delle cause più frequenti di infiltrazioni puntuali su coperture altrimenti integre.
La verifica strumentale è consigliabile in tre situazioni: dopo la posa di una nuova impermeabilizzazione, come collaudo dell'opera prima di posare gli strati di protezione e finitura; quando si sospettano infiltrazioni su una copertura esistente e si vuole individuare con precisione il punto di ingresso senza dover sollevare l'intera pavimentazione; dopo una riparazione puntuale, per verificare che l'intervento abbia effettivamente risolto il problema. Gli strumenti di rilevazione elettronica permettono di effettuare queste verifiche in tempi rapidi e con risultati precisi e documentabili.
Assistenza
No, i supporti per pavimentazioni sopraelevate da esterno si appoggiano liberamente sulla superficie di posa senza necessità di ancoraggio meccanico. Il peso delle lastre di finitura è di norma sufficiente a mantenere il sistema stabile. La libertà di non ancorare i supporti è anche ciò che rende il sistema completamente reversibile: le lastre si sollevano, i supporti si rimuovono, la superficie sottostante rimane intatta. In contesti particolarmente esposti al vento - terrazze in quota, aree costiere, rooftop - esistono soluzioni specifiche come GravitySystem che, senza rinunciare all'ispezionabilità, creano un'unica struttura solidale tra griglia e lastre, impedendo il sollevamento delle piastre anche in condizioni atmosferiche sfavorevoli.
I supporti sono compatibili con la grande maggioranza delle superfici tipiche dell'edilizia: massetti cementizi, guaine impermeabilizzanti nuove o esistenti, vecchie pavimentazioni in buone condizioni strutturali, ghiaia stabilizzata e, con tipologie di supporto specifiche, anche su terreno naturale, erba o sabbia. La condizione fondamentale è che la superficie di posa sia stabile, compatta e non cedevole sotto carico.
Sì. I supporti in materiale plastico tecnico sono progettati per operare in piena esposizione agli agenti atmosferici per tutta la loro vita utile: raggi UV, pioggia intensa, umidità persistente e cicli termici ripetuti non ne compromettono le prestazioni nel tempo. Resistono sia al caldo estivo intenso che al freddo rigido, risultando idonei a climi molto diversi tra loro, dalle zone alpine soggette al freddo prolungato alle aree mediterranee con prolungata esposizione al sole. Per installazioni in ambienti chimicamente aggressivi, come zone costiere con salsedine intensa o contesti industriali, è sempre consigliabile verificare le specifiche del prodotto per assicurarsi di scegliere la variante più adatta al contesto specifico.
Il numero di supporti necessari per una pavimentazione sopraelevata dipende dal formato degli elementi di finitura, dallo schema di posa e dalla geometria della superficie da realizzare. Nel caso di pavimentazioni sopraelevate con lastre, i supporti vengono generalmente posizionati nei punti di incontro tra gli angoli delle piastre. Nelle zone centrali ogni supporto è condiviso da quattro lastre, mentre lungo il perimetro e negli angoli il numero di supporti richiesto aumenta. Per lastre di grande formato o soggette a carichi elevati possono essere necessari supporti aggiuntivi lungo i lati o al centro della lastra per limitare le flessioni. Nel caso di pavimentazioni in decking, i supporti sostengono i magatelli o la sottostruttura portante. Il loro numero viene quindi determinato in base all'interasse previsto tra gli appoggi, alla sezione dei magatelli e alle caratteristiche del rivestimento. Per ottenere un dimensionamento preciso è necessario considerare tutte le variabili del progetto, inclusi perimetri, angoli, cambi di quota e carichi previsti. Per questo Impertek mette a disposizione MegaPro 4.0, la web app che consente di calcolare automaticamente il fabbisogno di supporti e generare la distinta completa dei materiali.
La gamma Impertek copre un range di altezze molto ampio per rispondere a qualsiasi esigenza di progetto. Le escursioni variano in base alla linea di prodotto: dai supporti della serie Mini, pensati per altezze minime, fino ai modelli BalancePro e MegaMart S che raggiungono altezze superiori al metro. Per identificare il modello più adatto al proprio progetto è sempre consigliabile consultare le schede tecniche dei singoli prodotti o contattare il nostro ufficio tecnico.
I supporti regolabili non richiedono attrezzature particolari, ma esistono strumenti dedicati che velocizzano e ottimizzano le operazioni di installazione. Esistono due tipologie di regolazione.
Regolazione dall'alto: tramite apposita chiave, facilita la posa di piastrelle in ceramica o grès, riducendo i tempi di regolazione del supporto. Permette inoltre di settare perfettamente la planarità della pavimentazione anche a lavori ultimati.
Regolazione laterale: consente di regolare l'altezza del supporto anche quando non è possibile utilizzare la chiave di regolazione. Senza bisogno di accessori extra è possibile regolare millimetricamente la posa. È raccomandata in caso di posa di pavimentazioni in decking che prevedono l'utilizzo di magatelli o quando il supporto è situato al centro della piastrella.
Le chiavi di regolazione messe a disposizione da Impertek sono: TOPKEY, POCKETKEY ed EASYKEY.
Per realizzare gradini con il sistema sopraelevato Impertek è disponibile il sistema SideClips, composto da clips perimetrali e angolari che permettono di creare alzate nette e precise tra piani a quote diverse. Il sistema si integra con i supporti della Pedestal Line e consente di ottenere un risultato esteticamente curato senza ricorrere a elementi costruttivi separati.
Il posizionamento dei supporti dipende dalle dimensioni delle lastre, dal tipo di finitura e dalla destinazione d'uso della pavimentazione. Per lastre di formato standard i supporti si posizionano agli angoli. Per lastre di grande formato è consigliabile aggiungere un supporto intermedio lungo il lato lungo - utile anche nella posa a correre - o un supporto centrale, per evitare flessioni sotto carico. Lungo i bordi e negli angoli della superficie, dove lo spazio disponibile è ridotto, la base dei supporti può essere tagliata per adattarsi alla posizione. In alternativa, Lunar Support - grazie alla sua base quadrata - occupa la stessa superficie di un supporto rotondo ma si adatta perfettamente alle pareti e agli angoli senza necessità di taglio, semplificando e velocizzando la posa. Per il calcolo preciso del numero di supporti necessari è disponibile la webapp MegaPro 4.0.
La gamma Pedestal Line standard non è caratterizzata da materiale ignifugo. Per i contesti che richiedono specifiche prestazioni di reazione al fuoco, Impertek ha sviluppato una linea dedicata: SteelMart è il primo supporto da esterno al mondo certificato in classe A1 di reazione al fuoco. Per contesti che richiedono materiale autoestinguente è disponibile anche BalancePro V0, certificato in classe V0.
Sì. Come certificato dalle prove di laboratorio, i supporti Impertek sono utilizzabili in ambienti con temperature che vanno da -40°C a +75°C, risultando idonei sia a climi alpini con gelate prolungate che a contesti con forte irraggiamento solare.
Sì. I materiali con cui sono prodotti i supporti Impertek hanno una buona resistenza alle soluzioni acide, basiche e agli agenti atmosferici: intemperie, esposizione prolungata all'aria e ai raggi UV non ne compromettono le prestazioni nel tempo. Per installazioni in ambienti particolarmente aggressivi è sempre consigliabile verificare le specifiche del prodotto scelto.
Sì, con il sistema antivento dedicato. Impertek ha brevettato Skipper, sistema antivento universale progettato per ancorare le lastre ai supporti impedendone il sollevamento anche in condizioni di vento molto intenso. Skipper è compatibile con diversi modelli della gamma Pedestal Line ed è la soluzione indicata per terrazze esposte, rooftop su edifici alti e installazioni in aree costiere.
Con i supporti Impertek è possibile realizzare terrazze, bordi piscina, soppalchi, camminamenti e qualsiasi tipologia di pavimentazione da esterno sopraelevata, sia con piastrelle in ceramica e pietra che con decking in legno, composito o WPC e altre finiture come marmo e pietra naturale. Il sistema si adatta a contesti residenziali, commerciali, pubblici e infrastrutturali.
Sì, a condizione che i parametri di cloro presenti siano quelli normalmente riscontrati nell'acqua distribuita per uso domestico e alimentare. Per installazioni in contesti con concentrazioni di cloro superiori alla norma - come alcune tipologie di piscine professionali - è consigliabile verificare con il nostro ufficio tecnico la compatibilità del modello specifico.
Per un calcolo corretto del numero di supporti occorre conoscere: le misure dell'area di progetto, l'eventuale pendenza della superficie di posa e il tipo di finitura scelto - con le caratteristiche delle piastrelle, nel caso di “tile system”, o l'interasse dei “magatelli”, nel caso di “decking system”. Con questi dati è possibile utilizzare la webapp MegaPro 4.0 per ottenere una distinta precisa e ottimizzata.
È possibile verificare il conteggio in due modi. Il primo è utilizzare la webapp MegaPro 4.0, disponibile sul sito Impertek previa registrazione gratuita: caricando la planimetria e inserendo i dati del progetto si ottiene automaticamente il numero e il tipo di supporti necessari. Il secondo è contattare direttamente il nostro ufficio tecnico, che può fornire supporto nell'utilizzo della webapp o eseguire il conteggio per conto del richiedente raccogliendo i dati necessari.
La rete vendita Impertek è presente sia in Italia che all'estero. Per ricevere informazioni sul referente commerciale della propria zona è possibile contattarci direttamente tramite il form sul sito o chiamare il nostro customer care. Il commerciale di riferimento potrà seguire il progetto passo passo e indicare il rivenditore più vicino.
Per superfici irregolari o con pendenze significative il primo passo è realizzare un rilievo altimetrico puntuale dello stato di fatto della superficie di appoggio. Con questi dati è possibile utilizzare la webapp MegaPro 4.0 per calcolare le altezze e il numero di supporti necessari tenendo conto dei dislivelli reali. In alternativa è possibile rivolgersi al nostro ufficio tecnico, che può fornire supporto nell'utilizzo della webapp o realizzare il conteggio direttamente raccogliendo i dati del progetto.
La maggior parte dei prodotti Impertek è disponibile a magazzino, con spedizione attivabile in circa due giorni lavorativi dalla conferma dell'ordine. Le spese di trasporto in Italia variano in base alle condizioni dell'ordine e alla regione di destinazione. Per informazioni precise sui costi e i tempi di consegna nella propria area è consigliabile contattare direttamente il nostro customer care o il referente commerciale di zona.
Iscriviti alla Newsletter
Resta aggiornato su notizie, prodotti, eventi e scarica in anteprima i nuovi cataloghi.